Caratteristiche della Forza Esplosiva

La FE si concretizza nella capacità del muscolo di sviluppare altissimi gradienti di forza in pochissimo tempo.

Questa capacità dipende, innanzitutto, dal tipo di movimento, dalle condizioni in cui si trova il muscolo prima di eseguire il movimento (condizioni di riposo, prestiramento, statiche),
dalle strutture morfologiche dei muscoli interessati al movimento, dal grado di allenamento del soggetto, dalle caratteristiche neurogene, dalle condizioni ormonali che il soggetto possiede in quel momento.

Senza dubbio, la FE è connessa alla concentrazione di fibre veloci che il soggetto possiede (Bosco,1997).
Ad influenzare lo sviluppo della forza in forma esplosiva, sembra che siano i seguenti fattori:

  • frequenza degli stimoli nervosi che dal cervello arrivano ai muscoli
  • numero delle fibre muscolari a cui vengono inviati i “messaggi”
  • influenza dei biofeedback, delle cellule di Renshaw, dei propriocettori o fusi muscolari, dei corpuscoli tendinei del Golgi (GTO), dei recettori articolari
  • tipo di fibre muscolari: veloci (FT), lente (ST), intermedie (FTR)
  • dimensione e tensione prodotta da ciascuna fibra muscolare, che dipendono rispettivamente dalla massa e dal peso molecolare della struttura proteica che costituisce la fibra
  • condizioni fisiologiche in cui si trova la fibra muscolare prima che venga sviluppata la FE
  • stato di allenamento in cui si trova la fibra muscolare: questo interessa sia il comportamento neuromuscolare che quello metabolico della fibra stessa
  • livello della concentrazione di testosterone circolante (Bosco, 1997, p. 326).

La FE determina la velocità dei movimenti. La massima espressione di FE coincide sempre con la massima potenza muscolare. Il massimo della potenza muscolare si esprime con carichi compresi tra il 40% ed il 55% della massima forza isometrica e la velocita di accorciamento e circa il 35%-45% della velocità massima (Vmax ).

Il diagramma di Hill dimostra che man mano che il carico aumenta, diminuisce la velocità, fino ad arrivare (oltrepassando il carico massimo possibile) ad una velocità negativa, producendo contrazioni di tipo eccentrico. La velocità pura, invece, si esprime solamente a carico esterno uguale a zero (Aa. Vv., 2002, p. 136).

Dal punto di vista pratico, nell’allenamento della FE è opportuno tenere conto delle seguenti indicazioni:

  • i carichi da utilizzare sono compresi tra il 20% ed il 70% del CM (per la scelta è opportuno tenere presente il carico esterno che l’atleta deve vincere nell’espletare i gesti tecnici di cui la sua disciplina si compone).
  • per coinvolgere prevalentemente le fibre veloci, l’esecuzione del movimento deve essere la più rapida possibile, sviluppando la potenza massima consentita con quel carico
  • valori sotto il 90% della potenza massima (Pmax) non possono essere considerati allenanti
  • soggetti a prevalente presenza di fibre bianche (veloci) utilizzeranno un numero inferiore di ripetizioni rispetto a quelli con prevalenza di fibre rosse (lente).
  • il recupero tra le serie deve essere sempre completo (3/5 minuti) (Bosco, 1997).

Inoltre, bisogna ricordare che:

  • per lo sviluppo della FE, l’allenamento con carichi molto elevati deve essere usato solo periodicamente, secondo tappe di allenamento ben definite
  • quando vengono utilizzate metodiche per il miglioramento della Fmax e della FE, occorre considerare l’effetto cumulativo degli stimoli che riflettono le caratteristiche specifiche delle due espressioni di forza.
  • Per il miglioramento della FE, il lungo impiego di carichi isometrici è un errore: infatti, ciò comporta una significativa crescita del tessuto connettivo intramuscolare, che rafforza la stabilità dei muscoli ma ne diminuisce l’elasticità, qualità fondamentale che favorisce i movimenti realizzati con il prestiramento (Bosco,1997).

BIBLIOGRAFIA

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  • Aa. Vv., Il potenziamento muscolare. Aspetti scientifici e applicazioni pratiche, SSS, Roma, 2002.
  • Bosco C., Elasticità muscolare e forza esplosiva nelle attività fisico sportive, SSS, Roma, 1985.
  • Bosco C., La forza muscolare. Aspetti fisiologici ed applicazioni pratiche, SSS, Roma, 1997.
  • Bosco C., Viru A., Biologia dell’allenamento, SSS, Roma,1996.
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