Uomini e donne hanno certamente differenze fisiologiche marcate. Ciò nonostante, solo alcune di queste diversità devono essere tenute in considerazione quando viene elaborato un programma di allenamento, e non devono diventare discriminanti.

Ad esempio, come già riferito nell’articolo Allenamento femminile: tre miti da sfatare sull’uso dei sovraccarichi, sia uomini che donne possono trarre giovamento dall’uso di pesi e carichi, nonostante la donna in media abbia una forza minore nella parte superiore del corpo.

Altre differenze riguardano l’assetto ormonale, la struttura muscolare di base, la risposta agli stimoli allenanti.

Vediamole nello specifico per comprenderne la reale influenza sulla performance sportiva e il suo miglioramento.

Differenze fisiologiche tra uomini e donne

1. Le donne possiedono meno fibre muscolari degli uomini e le loro fibre sono anche più piccole di quelle maschili.

Le donne comunque presentano la stessa varietà di fibre muscolari degli uomini, con fibre di tipo I (STF, a contrazione lenta) e di tipo II (FTF, a contrazione rapida) e tutti i loro sottotipi (il 75% delle donne non allenate presenta STF più grandi delle FTF).

Alla luce di tali considerazioni fisiologiche, sembrerebbe essenziale utilizzare carichi elevati allo scopo di stimolare un aumento di dimensioni più rapido delle FTF, che si trovano nelle unità motorie con soglia di attivazione più elevata.

Inoltre, è stato osservato che quando vi è una predominanza di STF, il fenomeno del disallenamento può essere più rapido ed è, quindi, necessario prevedere sessioni di mantenimento più frequenti

Due sessioni di allenamento settimanali, anziché una, sono una soluzione consigliabile.

2. Testosterone

Una differenza ovvia che si trova alla base dei meccanismi fondamentali che regolano l’adattamento all’allenamento di uomini e donne è rappresentata dal testosterone, cioè l’ormone maschile.

In condizioni di riposo, sia gli uomini, sia le donne presentano concentrazioni di questo ormone, ma quelle delle donne sono da dieci a venti volte inferiori a quelle degli uomini.

Nelle donne, la maggior parte di questo ormone e secreto dalle ghiandole surrenali e, in misura inferiore, dalle ovaie.

Alcune donne presentano una concentrazione più elevata di androgeni surrenali e sono perciò avvantaggiate rispetto alle altre perché la loro muscolatura risulta più allenabile.

L’esercizio fisico (allenamento della forza) può comunque indurre leggeri aumenti del testosterone nelle donne.

3. Ormone della crescita (GH)

Nelle donne le modificazioni nei muscoli, nelle ossa e nei tessuti connettivi sono maggiormente collegate alla produzione da parte dell’apofisi dell’ormone della crescita (GH).

Nelle donne in condizioni di riposo, le concentrazioni del GH sono più elevate di quelle degli uomini.

Perché?

Potenzialmente, questo ormone fornirebbe un meccanismo di compensazione nella regolazione degli adattamenti anabolici nei muscoli e nei tessuti connettivi.

Le donne si sono rivelate molto sensibili agli stimoli dell’allenamento della forza, facendo riscontrare rapide risposte delle fibre muscolari, infatti già dopo solo due sedute di allenamento, le isoforme di miosina ATPase si trasformano nel tipo più rapido, mentre nell’uomo per generare lo stesso effetto servono almeno quattro sedute.

4. Ciclo mestruale

E’ chiaramente la differenza più evidente dal punto di vista fisiologico.

Molte donne ritengono di non poter rendere al meglio nei giorni della mestruazione, ma è dimostrato che la forza muscolare non cambia in questo periodo del ciclo.

Prestazioni da medaglia olimpica sono state ottenute in tutti i momenti del ciclo mestruale.

Non ci sono evidenze scientifiche che scoraggino la partecipazione a un programma di preparazione fisica o ad attività sportive durante le mestruazioni, cioè non sono stati rilevati effetti negativi per la salute.

L’unica problematica possono essere i sintomi premestruali.

Spesso si ritiene che il malessere sia una manifestazione normale delle variazioni ormonali nella donna.

Tuttavia, le interazioni tra assunzione calorica, stress dell’attività fisica e fattori psicologici contribuiscono all’insorgere delle anomalie mestruali e alla loro gravità che è notevolmente individuale.

Modifiche in questi fattori possono ridurre al minimo gli effetti sulla performance sportiva femminile prima e durante il mestruo.


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