Perché associare pazienza e tendini forti?

Ci sono alcune situazioni da chiarire nettamente.

Spesso nelle palestre il cliente (nel caso del lavoro come personal trainer) oppure l’atleta (qualora si operi come allenatore/preparatore atletico), chiede, già dopo poche sedute di allenamento, di modificare il contenuto dello stesso.

Chi si allena di certo vorrebbe stimoli nuovi e fare esperienze differenti, senza entrare in una noiosa routine.

Sicuramente, questa esigenza è comprensibile e per alcuni versi anche assecondabile.

Ma chi vuole allenarsi realmente (secondo definizione), e segue perciò una programmazione studiata e mirata, deve abbandonare queste esigenze “ludiche” e lasciare il passo ad altri elementi.

Forza muscolare e forza dei tendini

La forza muscolare migliora più rapidamente rispetto alla forza dei tendini e dei legamenti.

Un uso errato e improprio del principio di specificità o la mancanza di una pianificazione a lungo termine inducono molti allenatori ed istruttori a trascurare un completo rafforzamento di questi tessuti.

Tendini e legamenti vanno invece potenziati attraverso un adattamento anatomico adeguato.

Senza, un allenamento intenso potrebbe provocare danni.

L’allenamento dei tendini e dei legamenti provoca un aumento del diametro degli stessi, elevandone la capacità di resistenza alla tensione ed allo strappo.

Nello specifico tendini e legamenti, per adattarsi ad un determinato carico di trazione, possono solo modificare in senso funzionale la loro struttura, organizzandola e ipertrofizzandola.

Queste modificazioni tissutali necessitano di un certo tempo per essere compiute e per essere apprezzate, contrariamente all’adattamento nervoso (di cui in più possono beneficiare i muscoli), che è molto rapido.

È anche per questo motivo che in allenamento l’aumento del carico e la sostituzione di mezzi ed “esercizi” non dovrebbe procedere in maniera lineare, ma a scalini, sostando su un certo tipo di stimolazione per un tempo tale (10-15gg almeno) da assicurare un adattamento tendineo, prima di incrementarlo.

Il sistema successivo-contiguo

Un altro aspetto da considerare è il sistema  successivo-contiguo.

E’ l’organizzazione dei mezzi e dei metodi utilizzati in allenamento che si sviluppa nel tempo.

In questo caso successione significa un ordine preciso e consecutivo di introduzione in allenamento dei carichi secondo l’aumento graduale del loro effetto allenante e della loro specificità.

Quindi non una brusca separazione cronologica dei carichi, ma un passaggio graduale dall’uso prioritario di un gruppo di essi (mezzi di allenamento) a quello di un altro gruppo, secondo il principio della sostituzione graduale di un mezzo con l’altro.

La contiguità prevede invece un’opportuna continuità della successione nella quale vengono usati i mezzi d’allenamento.

Si fonda sulla creazione di una base morfofunzionale positiva per la soluzione dei compiti previsti dai carichi successivi.

Quindi gli “esercizi”, i mezzi e il metodo di allenamento devono essere modificati in funzione di precise esigenze fisiologiche e metodologiche. Queste sottendono al duplice scopo di:

  1. prevenire il potenziale rischio di ledere i tessuti (infortunio);
  2. creare le condizioni morfofunzionali migliori per esprimersi al meglio in allenamento e in gara (garanzia del risultato).

Le precise esigenze fisiologiche possono essere valutate in molti modi.

Fra questi c’è anche l’utilizzo di dispositivi di monitoraggio capaci di fornire parametri fisici sull’andamento di un esercizio. Fra questi di certo figura il PerfecTraining, uno strumento unico nel suo genere, che nel monitorare l’allenamento può aiutare anche ad evitare gli infortuni.


Bibliografia:

– Bompa T.; Periodizzazione dell’allenamento sportivo, Calzetti e Mariucci editore, 2001
– Verkhoshansky Y.; Mezzi e metodo per l’allenamento della forza esplosiva. Tutto sul metodo d’urto, Società Stampa Sportiva, Roma 1997
– Umili A.; Chinesiologia applicata per fitness e body building, Società Stampa Sportiva, Roma 1991