Il recupero psicofisico è parte integrante del processo di allenamento.

La parte più cospicua e importante del recupero delle capacità di prestazione, avviene in funzione di una corretta programmazione dei singoli elementi che compongono l’intero processo allenante.

Solo con una razionale organizzazione di questi elementi, possono essere favoriti ed esaltati quei meccanismi supercompensativi di cui le strutture biologiche dispongono, come risposta adattativa a stimoli significativamente stressanti.

Elementi che favoriscono il recupero psicofisico e la rigenerazione

Analizzando l’allenamento dalla sua struttura annuale fino alle sue componenti più piccole come i singoli esercizi, riconosciamo qui di seguito gli elementi che favoriscono il recupero e la rigenerazione:

1. L’andamento ondulatorio del volume

Il volume dell’allenamento non può essere costantemente crescente. L’allenamento è in un rapporto di proporzionalità inversa con l’intensità, soprattutto nelle fasi di recupero pre-gara, il così detto tapering.

2. La pausa settimanale (il famoso “rest day”)

E’ il giorno destinato all’astensione da “qualsiasi” forma di attività fisica impegnativa, dove oltre al recupero organico deve essere dato spazio ad attività ricreative e di svago, secondo le personali propensioni dell’atleta, soprattutto per coloro che si allenano tutti i giorni.

3. I giorni di pausa tra singole sedute con lo stesso indirizzo

Chi non si allena tutti i giorni, può giovarsi di giornate di recupero supplementari che consentono all’atleta di applicarsi sulle stesse qualità fisiche e potenzialmente con maggiore intensità, si tratta di atleti giovani o di media qualificazione.

4. La concatenazione di sedute con indirizzo differente

S’intende la programmazione di sedute con contenuti specifici diversi che si rende necessaria quando gli allenamenti sono giornalieri o addirittura due o tre nella stessa giornata.

5. Il recupero tra due sedute svolte nella stessa giornata

Di norma si tratta di recuperi di 6-10 ore.

6. Il tempo di recupero tra esercitazioni differenti nella stessa seduta

E’ importante per garantire un impegno adeguato nell’esecuzione di esercizi che incidono su strutture muscolari differenti o su diverse capacità motorie.

7. Il recupero tra le serie nello stesso esercizio

La stima adeguata e fondamentale per dare un indirizzo specifico all’allenamento condizionando gli adattamenti
biologici desiderati, e non altri.

8. Il recupero tra le singole ripetizioni

Questo momento di riposo ha la stessa valenza del tempo di recupero tra le serie soprattutto se si tratta di esecuzioni massimali, nel caso di movimenti ciclici.

Si considera anche il recupero immediato, che avviene tra impegni di breve durata, circoscritti al tempo vicino.

Ad esempio nella corsa, un arto è in recupero immediato tra un passo e l’altro, così nelle ripetizioni di colpi negli sport da combattimento, si tratta di quel recupero che è permesso anche dall’alternanza dell’impegno della muscolatura nel ciclo agonista/antagonista, contrazione/rilassamento.

Considerazioni sul tempo di recupero psicofisico

Osservando gli elementi appena elencati ci si accorge che si tratta di componenti essenziali dell’allenamento, e che dalla loro razionale e intelligente gestione, dipende l’esaltazione delle risposte rigenerative e super-compensative.

Le metodiche tradizionalmente utilizzate per il recupero non hanno comunque alcun potere rigenerativo capace di compensare l’errata programmazione e gestione dell’allenamento.

Alla base deve sempre essere presente una periodizzazione dei cicli e il rispetto delle tempistiche necessarie all’assimilazione e sovrapposizione di stimoli allenanti.


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